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Gioacchino Rossini:
Rossini da Pesaro a Parigi

A 150 anni dalla sua scomparsa, Gioacchino Rossini più che mai si conferma come protagonista assoluto della transizione del melodramma dagli ultimi tardivi trascinamenti di un Settecento belcantistico al Romanticismo nascente. Divenuto il re del teatro musicale italiano nel 1813, quando era poco più di un ragazzo, lo rimase per un decennio producendo una serie ininterrotta di capolavori, dal Barbiere di Siviglia a Semiramide. Dato l’addio alla carriera italiana nel 1823, dominò ancora per qualche tempo Parigi: nel 1829 Guillaume Tell vide al tempo stesso l’inizio della vicenda straordinaria del grand-opéra e la conclusione, a 39 anni, della storia senza pari di Rossini operista. Poi il lungo silenzio, rotto soltanto da pezzi da salotto e da capolavori sacri, che avvolge tuttora la sua immagine di un enigma difficilmente spiegabile.

Gioachino Rossini​

Il Barbiere di Siviglia

Semiramide

Daniele Spini

Daniele Spini è stato critico musicale della “di Firenze e del “di Napoli, direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, insegnante di Storia della Musica in diversi Conservatori italiani. Attualmente è direttore artistico dell’Orchestra della Toscana. Collabora intensamente con saggi, articoli e traduzioni con le maggiori istituzioni musicali italiane. Da circa quarant’anni è ospite abituale dell’Università Popolare di Udine.

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