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I sindacati: storia, realtà attuale, prospettive

La tutela costituzionale della libertà sindacale. Il periodo 1948/1980: una vera e propria epopea sindacale senza la quale non si spiegano la grande trasformazione della società italiana e le stesse radici profonde della democrazia. I tentativi senza successo di innovare la propria visione e la propria politica di fronte al salto tecnologico, alla globalizzazione e alle del mondo del lavoro. Nuove identità: il passaggio dall’“essere operaio” al “fare l'operaio”. L’incapacità di elaborare il tema della libertà non solo come libertà dal lavoro ma anche come libertà nel lavoro. Le eccezioni: Vittorio Foa e Bruno Trentin. La divisione sindacale e i suoi effetti devastanti. Il sindacato e il suo futuro non sono un problema riservato ai sindacalisti. È un tema che riguarda la qualità della democrazia e non si può pensare al futuro dell’Italia senza affrontare anche il problema del sindacato, del suo ruolo, della sua rappresentatività e delle forme democratiche che sono l’unica base possibile di una nuova unità.

Pietro MARCENARO

Dopo la partecipazione al movimento studentesco accetta all’inizio del 1970 la proposta di Bruno Trentin di lavorare nella Fiom Cgil e nella FLM, il sindacato unitario dei metalmeccanici. Dopo un periodo a Genova si trasferisce a Roma alla FLM nazionale come responsabile del lavoro sindacale verso impiegati e tecnici. Nel 1977 lascia il lavoro a tempo pieno nel sindacato e lavora per sette anni come operaio comune in una piccola fabbrica metalmeccanica, la Lita. Ne parlerà in un libro intervista con Vittorio Foa (Riprendere tempo, Torino 1982). Torna al lavoro sindacale a tempo pieno nel 1985, diventando prima segretario responsabile della Fiom del Piemonte poi, dal 1994, della Cgil regionale. All’inizio del 2000, su richiesta di Valter Veltroni viene proposto ed eletto come segretario regionale dei DS (Democratici di Sinistra). Alle elezioni regionali dello stesso anno viene eletto consigliere regionale.

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Pietro MARCENARO

Dal 2006 al 2013 diventa parlamentare, prima alla Camera e poi al Senato, ed è eletto presidente della Commissione diritti umani del Senato. Delle tante iniziative si ricorda il primo rapporto della storia del Parlamento italiano sulla condizione di Rom, Sinti e Camminanti. Nello stesso periodo è eletto dalle Camere come membro della delegazione italiana all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa dove presiederà la Commissione politica e per la democrazia. Ha insegnato come professore a contratto di sociologia del lavoro e dell’industria nelle università di Modena, di Milano Statale, di Milano Economia.