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L’ apartheid femminile nei paesi islamici in cui vige la Sharia

L’incontro si terrà presso la Fondazione Friuli, Palazzo Antonini Stringher Via Gemona 1 e sarà visibile in diretta via Zoom solo per i soci e le socie (nonché per tutti/e dal l’indomani sul nostro canale YouTube)

 

La storia come l’attualità dei paesi islamici come Iraq, Arabia Saudita , Emirati, Pakistan , e dell’Iran in particolare, resta in Italia e in Europa, nonostante la massiccia presenza islamica, ancora marginale. Eppure, anche da qui è possibile un’azione politica: ad esempio, q uando nel 2007 venne alla ribalta i l caso d i Sakineh, condannata a morte per adulterio tramite lapidazione , è stato possibile ingaggia re, in Francia come in Italia, una lotta contro la sua esecuzione , tanto che Sakineh fu liberata anche grazie alla traduzione, effettuata da ll'Associazione NedaDay di Pordenone, di tutti gli atti relativi al processo, depositandoli presso il Parlamento Europeo.

Tuttavia la lotta per i diritti delle donne, non solo in Iran , ma in tutto il mondo islamico, resta necessaria In particolare in Iran le donne usufruiscono della metà dei diritti rispetto agli uomini: ad esempio, la loro testimonianza vale mezzo rispetto a quella degli uomini; da quando la repubblica islamica ha preso il potere nel 1979 devono ave re l'autorizzazione di un uomo (marito, padre, fratello e perfino figlio) per poter viaggiare all’interno del paese o per poter assistere ad eventi sportivi pubblici.

In questo caso nel 2014 il Comune di Firenze, su pressione dell'Associazione NedaDay, ha assicurato “pieno sostegno alla protesta delle donne contro il divieto delle autorità iraniane, di accedere agli impianti sportivi” sportivi”, come si legge in una risoluzione approvata all'unanimità dal Consiglio c omunale . Quando i l 16 luglio 2016 di fronte al Man dela Forum di Firenze, dove si svolgeva la World League Final Six di p allavolo si è svolto un presidio per protestare contro il divieto alle donne in Iran di accedere agli impianti sportivi , ma l e autorità iraniane hanno riconfermato la prassi di vietare alle donne (che rappresentano il 53% su un a popolazione di 80 milioni) l'accesso allo stadio, nonostante i biglietti già distribuiti.

Di nuovo, l’usanza contro le spose bambine, diffusa in tutto il mondo islamico , in Italia non e ra tutelata da alcuna legge , a differenza dalla Svezia, dove nel 2014 era stata varata una legge ad hoc Sempre su iniziativa dell'Associazione NedaDay , tale legge è stata tradotta e portata a Roma brevi manu , in Senato. Oggi è divenuta legge italiana ( all’interno della legge, entra ta in vigore il 9 agosto 2019, conosciuta come “codice rosso”), anche se si necessita ancora di farla conoscere presso le questure, i centri immigrati, nelle scuole, nelle moschee, negli ambulatori familiari. In altre parole, la diffusione di una conoscenza circa situazioni specifiche, legate ad altre culture e religioni, può essere util e a modificare tali situazioni nelle loro terre e a impedire che pro seguano qui, una volta trapiantate nelle nostre.

TAHER DJAFARIZAD

Nato a Talesh in Iran nel 19 5 6 è giunto in Italia nel 1980 , si è laureato ad Urbino in sociologia e si è sempre occupato di diritti umani mentre svolgeva diversi mestieri come insegnante e impiegato . A ttualmente vive e lavor a a Pordenone, dove nel 1985 ha fondato l’Associazione Immigrati Extracomunitari, avendo intuito nei primi arrivi di cittadini africani e sudamericani l inizio di un grande fenomeno di spostamenti di popolazioni dal sud al nord del globo. Presidente dell associazione per dieci anni, in seguito ha comincia to a indirizzare la sua attenzione e la sua battaglia contro la limitazione dei diritti delle donne in Iran, fondando l Associazione Ne daDay, dal nome di una giovane uccisa durante una manifestazione per i diritti civili in Iran.

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TAHER DJAFARIZAD

L associazione opera sia a livello nazionale ed internazionale, sia in loco a livello educativo nelle scuole con varie iniziative politiche e culturali, come “Le voci
dell Inchiesta” (attraverso proiezioni cinematografiche presso CinemaZero), ed è cresciuta negli anni e si avvale ora di svariate collaborazioni in regione e al di fuori di essa.