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Bisogna riconsiderare il rapporto con il territorio dal quale provengono segnali di disagio: bisogna ascoltarli, senza dimenticare che scienza e cultura hanno una dimensione internazionale.

Tra le molte discipline che hanno sviluppato teorie sulle migrazioni, la storia è quella che rifugge dalle generalizzazioni e preferisce approfondire singoli casi di studio, concentrandosi sui protagonisti e sul quadro complessivo.

Così, nella discussione contemporanea sulle “migrazioni globali”, le ragioni storiche delle diverse migrazioni vengono spesso frettolosamente dimenticate oppure tutto viene ridotto a un generico “Quando gli emigranti eravamo noi…”. In realtà, nulla come il tema della mobilità invita ad evitare le generalizzazioni e a mettere sull’avviso che ogni caso storico va sempre calato nel suo contesto proprio.  

La relazione intende riassumere le principali teorie economiche e sociologiche che, dalla fine dell’Ottocento, sono state avanzate sul perché le popolazioni migrano. Tali teorie verranno quindi confrontate con due casi storici di flussi migratori per i quali la disponibilità di testimonianze e fonti è immensa: quello dall’Italia verso l’America settentrionale tra fine Ottocento e inizi Novecento, e l’immigrazione in Italia dopo il 1989.  

Andrea Zannini

Andrea Zannini è nato a Mestre il 19 giugno 1961 e risiede a Udine. Si è laureato in Storia moderna all’Università Ca’Foscari di Venezia e ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia economica e sociale presso l’Università “L.Bocconi” di Milano.

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Andrea Zannini

È professore ordinario di Storia moderna presso l’Università degli studi di Udine. Si è interessato di storia economica e sociale della Repubblica di Venezia, di demografia alpina e di storia dell’alpinismo, di emigrazione dal Veneto al Brasile, di storia dell’ambiente. Tra le sue ultime pubblicazioni: Storia minima d’Europa. Dal Neolitico a oggi (Bologna 2019) e L’altro Pasolini. Guido, PierPaolo, Porzûs e i turchi, presentazione di W.Veltroni (Venezia 2022).