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Organizzazione del teatro musicale: analisi e prospettive

La pratica del canto lirico”, nata in Italia nel diciassettesimo secolo, è stata ufficialmente iscritta dall’Unesco nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Pratica del canto lirico si deve considerare, in senso indicativo, ampio e non limitato, come quell’espressione artistica che partecipa, associandosi organicamente ad altre e molteplici attività, alla definizione di ‘Teatro Musicale’. Quello dell’Unesco è stato un riconoscimento importante che pone il nostro Paese, dove il Teatro Musicale ha avuto le sue radici, si è poi sviluppato e dove oggi gode ancora di una rinnovata e forte attenzione oltre che di importanti finanziamenti, al centro di una serie di opportunità, legate innanzitutto al mondo del lavoro e allo sviluppo sociale, che si proiettano su una dimensione immediatamente internazionale. In questa prospettiva è chiara, quindi, la necessità di costruire un percorso di conoscenza che indaghi un settore la cui specificità è, per lo più, estranea, non solo a chi normalmente frequenta i teatri e i luoghi di spettacolo in genere ma anche a chi ha esperienza nel mondo dell’organizzazione culturale. Al di là di una ricognizione storica, cui si può facilmente accedere anche individualmente, obiettivo della conferenza sarà innanzitutto quello di dare un contributo alla costruzione di tale percorso. Due i campi di analisi: il primo riferito agli elementi organizzativi che partecipano alla costruzione della macchina del Teatro Musicale, la più complessa tra tutte quelle comprese nella dicitura di “spettacolo dal vivo” in quanto contiene in sé tutte le forme che in quel genere sono comprese. Il secondo, implicando un ragionamento teorico, sociale ed estetico, riferito all’incognita di come restituire al pubblico di oggi un’opera dell’ingegno umano che, concepita nel passato, per essere fruita ha bisogno di un’azione performativa che non può prescindere da un gesto interpretativo e dall’affermazione di un punto di vista.

Alessio Vlad

Oggi direttore Artistico del Teatro Regio di Parma e del Festival Verdi e Presidente della Fondazione Ravello, Alessio Vlad è nato a Roma nel 1955, studia pianoforte alla scuola di Vincenzo Vitale, composizione e direzione d’orchestra al Conservatorio di Santa Cecilia e all’Accademia Chigiana di Siena rispettivamente con Guido Turchi e Franco Ferrara, segue, inoltre, i corsi di fenomenologia musicale di Sergiu Celibidache. Contemporaneamente frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia e i corsi di Storia dell’Arte di Cesare Brandi all’Università di Roma. Dopo essere stato maestro sostituto al Festival di Spoleto e al Teatro dell’Opera di Roma dove lavora, tra gli altri, con direttori come Thomas Schippers, Bruno Bartoletti, Gianandrea Gavazzeni, registi come Luchino Visconti e Eduardo de Filippo, compositori come Nino Rota e dopo essere stato allievo e collaboratore di Leonard Bernstein, inizia una attività di direttore d’orchestra che lo porta a dirigere opere e concerti in tutto il mondo. Nel 1999 è direttore artistico del Teatro Donizetti di Bergamo, dal 1999 al 2001 del Teatro Carlo Felice di Genova, dal 2004 al 2014 del Teatro delle Muse di Ancona, dal 2006 al 2007 del Teatro di San Carlo di Napoli, dal 2008 al 2020 consulente musicale del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Dal 2010 al 2023 è direttore artistico del Teatro dell’Opera di Roma. Nel 2011 è stato inoltre invitato a partecipare alla ideazione del progetto artistico della stagione di apertura della Royal Opera House dell’Oman, nel 2015 è tra i fondatori della Rete Lirica delle Marche, ricoprendone poi la carica di consulente artistico; dal 2002 al 2006, ha fatto parte del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Ravello dirigendone una delle sezioni, poi, tra il 2016 e 2018 e trail 2020 e il 2023 è stato direttore artistico del Festival.

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Alessio Vlad

L’Associazione dei Critici Musicali Italiani ha insignito di dieci Premi Abbiati, per categorie diverse, spettacoli prodotti durante la sua direzione artistica dai Teatri di Genova, Ancona, Napoli e Roma. Come compositore per il teatro ed il cinema ha collaborato, tra gli altri, con registi come Bernardo Bertolucci (“L’Assedio”, Globo d’Oro per la migliore colonna sonora del 1999), e Franco Zeffirelli (“Sei Personaggi in Cerca d’Autore” di Pirandello in Italia e al National Theatre di Londra, “Storia di una Capinera”, “Jane Eyre”, “Un Tè con Mussolini”, “Callas Forever” e “Omaggio a Roma”). Da ricordare la collaborazione con Cristina Comencini (“La fine è Nota”, “Và dove ti porta il Cuore”), Giorgio Ferrara (“Tosca e altre Due”, “Memoires” di Goldoni-Strehler al Teatro di Montparnasse a Parigi e alla Biennale di Venezia) e Pier Luigi Pizzi (Turandot di Carlo Gozzi per il Teatro stabile del Veneto)