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Paesaggi elettrici in Carnia: da cosa nasce cosa

Federico Mentil terrà una conferenza dal titolo: “Paesaggi elettrici in Carnia: da cosa nasce cosa”

L’incontro si terrà come d’abitudine presso Palazzo Antonini Stringher, Via Gemona, 1 e sarà visibile in diretta via Zoom solo per i soci e le socie, nonché dal giorno dopo sul nostro canale YouTube.

LA CONFERENZA

Innovare - attraverso la forma e “l’ornamento”, secondo una definizione dedotta da un pensiero di Viollet le Duc - rappresenta l’occasione per introdurre al pensiero attraverso cuisi concepisce la forma dell'architettura, quale espressione di una relazione tra necessità tecnica ed estetica. La dimensione pratica del “fare” - in relazione al bisogno di un pensiero filosofico che dovrebbe sottendere al senso di ogni costruzione – pone in relazione adeguatezza e misura, al punto da generare un equilibrio perfetto nel racconto architettonico, letto rispetto alle varie scale d’intervento.

Queste relazioni di reciprocità verranno raccontate attraverso l’esempio di piccole architetture realizzate dal nostro studio in aree marginali del contesto alpino e in particolar modo in Carnia, ove prevalentemente operiamo. Qui l’attenzione per la consuetudine del costruire montano dialoga con l’inedito (e contemporaneo) bisogno di portare la grande scala dell’intero paesaggio all’interno di un progetto più ridotto. Nonostante il processo di generazione della forma dell’edificio in questione sia logico e frutto di grande sensibilità rispetto al contesto, anche in questo caso si è riproposta – a tratti drammaticamente – l’annosa questione del rapporto tra ciò che viene considerato dalle norme edilizie “tipologicamente corretto”, al punto di influenzare l’opinione pubblica su ciò che è il “bello”, e ciò che, in relazione all’ esigenza dell’innovare, genera forme a-normali, spesso considerate “brutte”, perché in molti casi avverse alla norma, non capaci di rinnovarsi nello spirito del tempo e per questo ritenute tipologicamente scorrette.

Federico Mentil

Federico Mentil è nato nel 1968 a Basilea, da genitori carnici. Tornato a Tolmezzo, si è laureato all’Università IUAV di Venezia. Nel 1998 ha fondato, insieme a Gaetano Ceschia, lo Studio Ceschia e Mentil Architetti Associati. Entrambi laureati con Francesco Venezia e Bernard Huet, hanno collaborato con quest’ultimo al progetto per il rinnovo di Piazza Unità a Trieste. Lo studio si occupa di progettazione multiscalare, utilizzando il medesimo approccio – rigoroso – nella convinzione che in ogni progetto risieda una ricchezza intrinseca che prescinde dalla dimensione.

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Federico Mentil

L’ascolto del committente diventa materiale di lavoro irrinunciabile affinché la realizzazione sia il risultato di un processo condiviso, un percorso di crescita sia professionale che umana. Ceschia e Mentil Architetti Associati ha partecipato a diversi concorsi nazionali e internazionali di progettazione, conseguendo premi e menzioni. Dal 2018 lo studio è condotto da Federico Mentil. Dal 2023 fa parte, insieme a Giulia Pecol e Marco Ragonese, di ARCHITESS collettivo di architettura, con sede a Tolmezzo.