titolo conferenza:

Rivitimizzazioni, suicidi e politiche legislative

L’incontro si terrà come d’abitudine presso la Fondazione Friuli, Palazzo Antonini Stringher, Via Gemona, 1 e sarà visibile in diretta via Zoom solo per i soci e le socie

https://us06web.zoom.us/j/83432470836?pwd=mexjExgJW8wSYac9dWaKGI1Z9mVaF8.1

 

L’intervento verte sul fenomeno della cosiddetta rivittimizzazione o “Domestic Violence by proxy”, come viene definita negli Stati Uniti. Si tratta della violenza post separativa subita da donne che, dopo aver denunciato la violenza domestica, si trovano ad affrontare la strumentalizzazione di processi penali e civili agita, a scopo punitivo, da ex partner maltrattanti.

La violenza istituzionale o istituzionalizzata, come viene spesso chiamata in Italia, si presenta particolarmente aggressiva e demolitiva in particolar modo quando la madre è madre di bambini e ragazzi minorenni, innescandosi in questi casi procedimenti giudiziari di affido dei minori particolarmente conflittuali in cui – grazie alla legge 54//2006 sulla cosiddetta “co-genitorialità” e a istruttorie delegate di fatto a consulenze tecniche di valutazione della capacità genitoriale nonché a relazioni dei Servizi Sociali – spesso possono determinarsi dei veri e propri corti circuiti giudiziari, con l’inversione del focus giudiziale e una distorcente reinterpretazione dei fatti. Tra i danni provocati dalle forvianti prassi giudiziali ispirate a teorie della psicologia forense infondate (quali alienazione parentale, ossia PAS; sindrome della madre malevola; sindrome di Medea ecc.) – studiati dalla comunità scientifica internazionale – rientrano i suicidi di donne e minori. L’attività delle commissioni parlamentari di inchiesta ha indagato e accertato la “violenza istituzionale” nel 2022, da cui i correttivi della Riforma Cartabia.

Michela NACCA

L’Avv. Michela Nacca ha conseguito il dottorato in Diritto Canonico e Civile presso la Pontificia Università Lateranense. Dal1995 si occupa come avvocato rotale di diritto di famiglia, patrocinando anche in altri casi – penali, amministrativi e civili – dinanzi al Tribunale dello Stato del Vaticano, della Segnatura Apostolica e dinanzi alle diverse Congregazioni.

Fra il 1997 e il 2008 ha ricoperto il ruolo di Patrona Stabile dei tribunali ecclesiastici del Vicariato di Roma, come dipendente della Curia Romana e formatrice per operatori diocesani e della pastorale famigliare. Dal 2009 è iscritta all’Albo degli Avvocati del foro civile italiano. Nel 2015-2016 è stata incaricata come membro della Commissione diocesana per la applicazione del Motu Proprio Mitis Judex di papa Francesco, per la riforma delle procedure nei tribunali ecclesiastici in materia di nullità matrimoniale canonica. Nel 2017 fonda l’associazione Maison Antigone, di cui è presidente, avviando una battaglia di denuncia sulla cosiddetta “violenza istituzionale” nei casi di affido di minori segnati da violenza domestica e abusi incestuosi su minori. Nel 2019-2020 viene ammessa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel confronto tra esperti per la valutazione dell’inclusione o meno della voce Parental Alienation nell’ICD 11.

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Michela NACCA

Dal 2019 collabora con centri accademici nazionali e internazionali circa il fenomeno della vittimizzazione secondaria, causata dall’applicazione di teorie della psicologia forense ormai ritenute distorte dalla comunità scientifica internazionale. Nel giugno 2024 Maison Antigone viene considerata un case-study dall’Università di Ottawa (Prof. Simon Lapierre). Dal 2024 co-direttrice della collana “Voci di donne” per Armando Editore,  ha seguito la curatela ed è autrice con altri del saggio Guarda una donna. Storia nelle storie, adottato nel corso magistrale della Facoltà di Pedagogia (Prof.ssa Culti) dell’Università Parthenope di Napoli.