Rivitimizzazioni, suicidi e politiche legislative
L’incontro si terrà come d’abitudine presso la Fondazione Friuli, Palazzo Antonini Stringher, Via Gemona, 1 e sarà visibile in diretta via Zoom solo per i soci e le socie
https://us06web.zoom.us/j/83432470836?pwd=mexjExgJW8wSYac9dWaKGI1Z9mVaF8.1
L’intervento verte sul fenomeno della cosiddetta rivittimizzazione o “Domestic Violence by proxy”, come viene definita negli Stati Uniti. Si tratta della violenza post separativa subita da donne che, dopo aver denunciato la violenza domestica, si trovano ad affrontare la strumentalizzazione di processi penali e civili agita, a scopo punitivo, da ex partner maltrattanti.
La violenza istituzionale o istituzionalizzata, come viene spesso chiamata in Italia, si presenta particolarmente aggressiva e demolitiva in particolar modo quando la madre è madre di bambini e ragazzi minorenni, innescandosi in questi casi procedimenti giudiziari di affido dei minori particolarmente conflittuali in cui – grazie alla legge 54//2006 sulla cosiddetta “co-genitorialità” e a istruttorie delegate di fatto a consulenze tecniche di valutazione della capacità genitoriale nonché a relazioni dei Servizi Sociali – spesso possono determinarsi dei veri e propri corti circuiti giudiziari, con l’inversione del focus giudiziale e una distorcente reinterpretazione dei fatti. Tra i danni provocati dalle forvianti prassi giudiziali ispirate a teorie della psicologia forense infondate (quali alienazione parentale, ossia PAS; sindrome della madre malevola; sindrome di Medea ecc.) – studiati dalla comunità scientifica internazionale – rientrano i suicidi di donne e minori. L’attività delle commissioni parlamentari di inchiesta ha indagato e accertato la “violenza istituzionale” nel 2022, da cui i correttivi della Riforma Cartabia.