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Una libreria veneziana a Rialto 1484-1488. Il Zornale di Francesco de Madiis

Scoperto all’inizio dell’800, durante le operazioni di sgombero dell’attico del Palazzo Ducale di Venezia, il Zornale manoscritto, registra l’attività quotidiana e le vendite di una libreria nei pressi di Rialto dal 17 maggio 1484 al 23 gennaio 1488. In base alla marca di libreria disegnata sulla coperta posteriore esso viene assegnato all’editore e libraio Francesco de Madiis, attivo a Venezia dal 1481 al 1488. In questo periodo di tre anni e otto mesi si registrano 11.100 voci con i relativi prezzi, con 6.950 vendite (o talvolta doni o scambi), e più di 13.000 copie. In fondo al registro, per poco più di un anno, l’inventario del magazzino registra 1.143 voci e 3.825 copie. Per le sue dimensioni, per il livello di dettaglio, e per la sua importanza come testimonianza quotidiana delle attività di una libreria rinascimentale, il Zornale è un documento straordinario ed unico. L’interesse storico e bibliografico ebbe inizio con uno studioso scozzese residente nella Serenissima, Horatio Brown, che nel 1891, in un libro importante per la storia dell’editoria della città lagunare, pubblicò una selezione delle voci tratte dalle prime pagine ed anche una parte dell’inventario finale, senza però alcuna identificazione dei titoli e delle edizioni, mentre in tempi più recenti un’analisi sul contenuto è stata condotta dallo storico inglese Martin Lowry (1991). In collaborazione con Cristina Dondi dell’Università di Roma La Sapienza, Neil Harris sta preparando una edizione completa con il relativo apparato critico. Lo studio del documento deve superare due ostacoli principali, che sono la dimensione del documento e la natura sintetica delle voci, che indicano il titolo del libro, il supporto materiale (nel caso si tratti di pergamena), talvolta la provenienza o l’editore (qualora ci sia più d’una edizione in magazzino), il totale delle copie vendute, e il prezzo, che spesso si riferisce ad un nucleo di più titoli. Per quanto riguarda le identificazioni, l’assunto di base è che si riferisce all’edizione più vicina nello spazio e nel tempo, ma spesso ci vogliono conoscenze bibliografiche precise per interpretare il riferimento. Il Zornale fornisce inoltre indicazioni relative a molte edizioni, soprattutto di culto o di ambito scolastico, che sono andate interamente perdute. La conferenza confronterà le informazioni fornite dal Zornale con altri due documenti coevi, che sono il Diario della Stamperia di Ripoli a Firenze (1476-84) e il Quaderneto di Antonio Moretto, che contiene una lista di libri mandati da Venezia a Padova nel 1480.

Neil Harris

Neil Harris è professore ordinario di Archivistica, Bibliografia e Biblioteconomia all’Università degli Studi di Udine. Nato in Uganda, si è laureato a Oxford nel 1980 in Lingua e letteratura inglese, nel 1986 ha conseguito un Ph.D. a Leicester ( in Letteratura comparata sul Paradise Lost di John Milton ( e nel 1989 ha portato a termine il Perfezionamento in Filologia italiana presso la Scuola Normale Superiore di Pisa con una tesi sull’ Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo. Nel 1992 è diventato Professore associato di Bibliografia e Biblioteconomia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Udine, dove attualmente tiene i corsi di Bibliologia e Storia del libro. Nel 2002 è diventato p rofessore straord inario presso lo stesso ateneo, passando ad ordinario nel 2005, e dal 2008 al 2015 è stato direttore del Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’ateneo udinese.

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Neil Harris

È conosciuto soprattutto come studioso del libro italiano del Quattro e Cinquecento, sia per la Bibliografia dell’«Orlando Innamorato» (1988-91), sia per i lavori più recenti sull’editoria veneziana e sull’Hypnerotomachia Poliphili del 1499 (ne «La Bibliofilìa» 1988 e nel «Gutenberg Jahrbuch» 2002, 2004, 2006). In altre ricerche ha esplorato sistematicamente il rapporto fra la catalogazione del libro antico nelle biblioteche italiane e l’indagine bibliografica, come testimoniano le introduzioni al catalogo delle edizioni del XV e del XVI secolo della Biblioteca Laurenziana (a cura di Giovanna Ida Rao, 2020, e di Sara Centi, 2002), quello degli incunaboli e cinquecentine della Biblioteca dei Cappuccini di Firenze (a cura di Antonella Grassi e Giuliano Laurentini, 2003), e quello a sua firma della Biblioteca Comunale di San Gimignano (2007). Di recente ha pubblicato, con Martin Davies, una monografia sulla figura di Aldo Manuzio (2019). In tempi più vicini, si è interessato alla carta medievale e rinascimentale, con studi sulla figura del grande filigranologo svizzero, Charles-Moïse Briquet (1838-1918), e pubblicando Paper and watermarks as bibliographical evidence (2017), disponibile sul sito dell’Institut d’Histoire du Livre di Lione ( http://ihl.enssib.fr ). Insieme a Cristina Dondi dell’Università di Roma La Sapienza, sta lavorando all’edizione critica del Zornale del libraio veneziano, Francesco de Madiis.